"Carta d’identità? No grazie! " di Licio La Rocca
Un semplice, quasi volgare cartoncino, alle volte, può cambiare il destino di una persona. Ancor di più, una tossica traccia di inchiostro può privare, in maniera legale, della libertà qualcuno.
Ambedue si armarono per dare battaglia in un lontano avamposto di frontiera. Lo scontro fu spietato e crudele. Non furono fatti prigionieri.
Una grande ritirata vide sfilare, silenziosi come cani bastonati, i guerrieri superstiti verso i propri territori. Vendetta era l’unico messaggio che si passavano i neuroni di bocca in bocca.
Ma all’alba di un giorno di fine estate Marte, Dio della guerra, tuonò che era giunta l’ora della rivincita. Orde di guerrieri si mossero rapidi e silenziosi, raggiunsero un altro avamposto e dettero finalmente battaglia. L’onta della sconfitta fu lavata nel sangue e l’agognato Eldorado fu conquistato…
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Il corpo della donna visto dal cervello maschile |
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di Marinella Coco
Guardandoci attorno, troviamo immagini di corpi femminili ovunque, sfogliando pagine di giornali, facendo zapping in tv, alzando lo sguardo al semaforo.
Durante il regime fascista, in Italia, l’ideale estetico è divenuto un veicolo di propaganda politica che avrebbe dovuto favorire la nascita del rito della nuova razza italica. Dando inizio al glamour e al fashion photography. Oggi più che mai, l’immagine che predomina delle donne, è collegata a stereotipi culturali tipici della società patriarcale, legati ad una visione maschile del mondo.
La donna viene considerata come un oggetto, un prodotto, come una decorazione, come ci viene suggerito da un documentario che circola da un po’ in rete dal titolo: “Il corpo delle donne”.
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Marzo 1980/2010: Roland Barthes e “la camera chiara" |
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a D.D., al suo maglione e ai suoi capelli ancora nel vento
di Pippo Pappalardo

Trent’anni fa moriva Roland Barthes, semiologo fra i più importanti del secolo scorso, il quale introdusse un tipo di analisi linguistica che non riconduceva l’opera direttamente al suo senso ma al modo in cui questo era stato costruito.
Poco prima della morte (perì nel tentativo di salvare un cagnolino da un incidente stradale), consegnò alle stampe una nota - la chiamò proprio così - sulla fotografia che rispetto alla sua produzione è ritenuta, ancora oggi, tra il suoi testi più penetranti.
Il libro, celebre fra i fotografi, è “La camera chiara”, in Italia edito da Einaudi, considerato un contributo critico assai importante perché, a differenza dei suoi precedenti saggi, è caratterizzato da un’appassionata ricerca autobiografica nel tentativo di individuare un codice (meglio ancora un noema) per la fotografia.
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La Matematica dei Sentimenti |
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di Daniela D'Arrigo
Al liceo non ero brava in filosofia. Non mi piaceva, la sentivo estranea, distante. Eppure di quelle letture forzose una frase mi è sempre rimasta viva in mente; è la definizione che Aristotele dà del tempo. Egli lo definisce come “Il numero del movimento secondo il prima e il dopo”.
La trovo stupenda. Bella da leggere e da riflettere.
Aggiungo anche che, a onta del mio studentesco rifiuto, oggi quella frase la riscopro come un potente strumento per comprendere meglio l’indefinibile aura di malinconia che aleggia intorno a certe fotografie; per lo più scatti di alcuni anni fa, in cui mi ritrovo da sola o assieme a persone care.In che modo la riflessione di un filosofo vissuto quasi quattrocento anni prima di Cristo mi aiuta a comprendere questi scatti?
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