Galleria Mostre Soci ACAF

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Il viaggio nel cuore dell'Aspromonte

Il viaggio nel cuore dell'Aspromonte

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Non è solo la storia di un viaggio in Aspromonte, è anche un viaggio interiore alla scoperta dei valori profondi che animano ciascuno di noi. E' una raccolta fotografica che accende i sentimenti. Una chiave di lettura per approcciare un ambiente geologico attivo e "giovane" e riuscire a sintonizzarsi con i tempi propri della bio-diversità. Stefano Pannucci ci mostra una parte di sé, il posto dove si rifugia per "sparire nelle geografie”. La voce della natura e quella del cuore si uniscono all'unisono a dipingere un lembo di terra dalle sembianze alpine... tra i due mari.

"E quindi uscimmo a veder le stelle" di autori vari

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Una serata estiva, una notte trapuntata di stelle, buon cibo, buona musica, alcune modelle e un gruppo di appassionati fotografi. E’ questa la ricetta di “e quindi uscimmo a riveder le stelle”, serata poliedrica organizzata da Pippo Sergi e che, nella sua quarta edizione, si è svolta presso la “casa della luna”, una dimora rurale immersa nelle campagne di Santa Maria di Licodia. I muri antichi e le stanze arredate con tradizionale mobilio siciliano, i cortili protetti dai fichi d’India e circondati da rampicanti intrecciati, a tratti, con piante d’uva, la vicina fontana e l’antico lavatoio, hanno costituito l’ambientazione nella quale le tre modelle (Sabrina Spina, Giorgia Sicari e Giorgia Teniglia) sono state ritratte. Le foto, che compongono la mostra, conducono in un tempo sospeso tra passato e presente. Scene di quotidianità in bilico tra il tra celato e il manifesto, tra pudore e la spudoratezza, tra la redenzione e ingenua seduzione. Esempio di quel dissidio che travaglia l’animo siciliano. Chi guarda le immagini è spettatore discreto, cui viene dato accesso ad una dimensione abituale, privata, intima. Autori della mostra sono: Assunta Catania, Marco Galluccio, Mary Indelicato, Mario Ingegneri, Enzo La Monaca, Fina Marletta, Maurizio Maugeri, Claudia Musumeci, Alberto Pappalardo, Daniela Raciti, Nicolò Ragusa, Antonella Santangelo, Pippo Sergi, Adriana Tomaselli.

"Non è un paese per vecchi?" di Simona Franceschino

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"Non è un paese per vecchi?" Scicli, 20 Gennaio 2018. Arrivo, per la prima volta, in questa cittadina in provincia di Ragusa, la giornata è mite, il sole alto, per strada poche voci in sottofondo. Con i compagni di viaggio cerco un bar per ristorarci e comincio a guardarmi intorno. Le architetture sono della tipica pietra chiara ragusana, il Barocco regna ovunque sovrano (incontrando occasionalmente il Liberty) e, nonostante siano le 10 del mattino, poca gente popola le strade. Ancora non ho un'idea ben precisa di ciò che fotograferò e i nostri movimenti sono quelli tipici dei turisti. La prima tappa, infatti, è dettata dalla curiosità televisiva: così ci rechiamo a vedere il famoso Palazzo del Commissariato di Vigata, raccontato da Camilleri in Montalbano che, nella realtà, è il Municipio della cittadina e, con un po' di faccia tosta, riusciamo anche a visitare, fuori orario, le stanze del Sindaco. In seguito facciamo il giro delle Chiese del paese, con un paio di guide locali, che ci rivelano segreti e miti del luogo. Ma, pur amando l'arte ed essendo, quindi, interessata ai luoghi turistici e alle curiosità della città, la mia attenzione è attratta, principalmente, da una costante presente in ogni angolo, strada, piazza del paese: le persone. Ma non le persone in generale. Appena scesa dalla macchina, infatti, mi ero resa conto che tutti coloro che popolavano la cittadina erano quasi esclusivamente persone avanti con l'età. In tutta la mattinata non avevo incontrato quasi mai giovani, pochi adulti, ma tantissimi anziani. Così ho cominciato a ritrarli, nella loro quotidianità di un sabato qualunque: c'è chi rientra dopo aver fatto la spesa, chi cammina pensieroso e solitario e chi in compagnia di un amico; due uomini stanno seduti per strada a chiacchierare, una coppia passeggia in piazza tenendosi per mano e un venditore ambulante di maschere inveisce contro di me perché non vuole essere ritratto. Poi, perdendomi volutamente tra i vicoli, incontro massaie che stendono i panni, sul proprio balcone o per strada nel Quartier Fontana...e sorrido vedendo che, appeso ai fili, c'è un intero outfit, dalla A alla Z, dalla biancheria intima ai pantaloni! Al termine della lunga passeggiata, mi imbatto nella Grotta delle Cento Scale, conosciuta anche come Grotta dei Marinero, dal cognome dei fratelli che, quasi quarant'anni fa, decisero di costruirvi un presepe perenne. Morto il maggiore, il fratello minore onora, ogni giorno con amore, l'impegno preso decenni fa con il fratello, custodendo il luogo e permettendone la visita a chi lo desideri. Una volta finita la sessione fotografica, propongo di pranzare in un locale che, poi, scoprirò essere gestito da due giovani del catanese. Chiacchierando (e lamentandomi) delle chiusure di alcune chiese e palazzi civili nel weekend, momento in cui il turismo invernale è più plausibile, i ragazzi mi rivelano che la cittadina è ricca di movimento giovanile. In quel momento il ricordo della mattinata appena trascorsa, accostata alle loro parole, sembra quasi un ossimoro esperenziale e, così, la mia domanda non può che sorgere spontanea: "Quindi Scicli non è un paese per vecchi?". Simona Franceschino