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Amatoriale sarai tu!!!!!!! (1 in linea) (1) Visitatore
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Discussione: Amatoriale sarai tu!!!!!!!
#9453
PipPap (Utente)
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Sesso: Maschio Ubicazione: catania Compleanno: 1952-11-11
Amatoriale sarai tu!!!!!!! 5 Anni, 5 Mesi fa Karma: 9  
Cos’è “amatoriale”?

Cerco, con questo mio intervento, di chiarire meglio i termini di un dibattito che si era acceso martedì scorso allorchè alcune fotografie realizzate dai nostri soci, a mio avviso e a mio sommesso parere, risentivano ancora di un taglio, di una concezione e di una proposta di tipo amatoriale.
Non era un’accusa, nè un rimprovero; una critica sì.
Intendevo, infatti, rilevare quel comportamento del fotografo che sottometteva la propria capacità creativa e ancor più, la personale riflessione, alle risorse del proprio strumento (esaltandole o sottolineandole), o collegarla, direttamente o indirettamente, ad un'iconografia già utilizzata ed elaborata.
Quindi, - e mi sembra di essere stato chiaro nella risposta fornita ai presenti- , nessuna critica al fotoamatore in quanto tale, nessuna mancanza di rispetto per il suo dilettarsi, e, sempre e comunque, assoluta ammirazione per la storia della fotoamatorialità e per i cosidetti fotografi della domenica (il mio amato Giacomelli era il primo di questa straordinaria confraternita).

Tanto premesso, ritengo opportuno esporre quanto segue:
- ciascuno è libero ed autonomo nel progettare, sviluppare e maturare la propria poetica;
proprio perché lo si suppone libero ed autonomo, colui che guarda, ovvero il lettore dell’opera, è portato a cercare una specifica originalità, qualcosa insomma di nuovo.

Tante volte, specialmente nell’affrontare tematiche già studiate, capita, invece, che, piuttosto che seguire sviluppi documentativi, narrativi, creativi o concettuali, si inseguano stereotipi, luoghi comuni, evidenze fini a se stesse.
Qualche volta, invero, questi atteggiamenti sono al servizio della personale abilità, giochi di virtuosismo insomma; qualche volta è la circostanza che lo impone. C’è sempre una giustificazione, conscia o inconscia, al comune operare fotografico: non ci resta allora che verificare se tale giustificazione regge alla nostra coscienza di autori (badate bene: ho detto AUTORI!)

Spesso confondiano la ricerca poetica con il buon gusto (buona composizione, buon accoppiamento di linee e colori, scelta di un tema a più valenze o a più significati, utilizzazione del linguaggio retorico e comunicativo); ma il buon gusto - moda docet - finisce sempre per farci rassomigliare tutti;
dal buon gusto, il confronto e il rigore consapevole ci guidano, se insistiamo, allo “stile”, dapprima magari difficile, iniziatico, ostico, rozzo, ma lo stile è NOSTRO, inconfodibilmente nostro, e automaticamente ci fa respingere le solite cose privilegiandoci quelle che rispondono al nostro desiderio rappresentativo.
Solo dopo, e conseguentemente, il riconoscimento da parte nostra, e soprattutto di ci guarda, di questa capacità di possedere uno stile, ci introduce nella consapevolezza di possedere anche una poetica in grado di costruire, progettare, prelevare e restituire un’immagine, ancor quando, ancora, non siamo in grado di formularla in termini tecnici; e veniamo in associazione a chiedere aiuto ai compagni di poesia e di avventura.

Ma allora copiare i grandi è possibile?
Certo che si. Direi addirittura doveroso. C’è, infatti, solo da apprendere.
Sempre, però, riconoscendo onestamente che stiamo copiando un gusto che condividiamo, uno stile che alla fine porta la nostra firma, una poetica che è espressione del nostro modo di intendere la vita.
Per dirla in un altro modo: non possiamo comunicare, scambiare, qualcosa che non è nostro: lo sanno gli innamorati, lo sperimentiamo perché fotografi.

Qualcosa di nuovo, quindi, e non la “maniera”; anche quando il far maniera può risultare una conferma delle nostre raggiunte capacità.

Stiamo attenti, però, a ricordare che i confini di ogni genere, di ogni approccio fotografico sono sempre labili e soggetttivi ed il 13 che oggi abbiamo centrato può diventare 31 dopo qualche giorno.

Che fare, allora?
Dibattere e studiare, immaginare per sei giorni e VEDERE il martedì.
Come gli onesti fotoamatori che siamo e restiamo.
 
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Ultima Modifica: 2015/07/02 16:40 Da PipPap.
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