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DEL DARE UN TITOLO ALLE FOTO (1 in linea) (1) Visitatore
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Discussione: DEL DARE UN TITOLO ALLE FOTO
#9445
PipPap (Utente)
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Sesso: Maschio Ubicazione: catania Compleanno: 1952-11-11
DEL DARE UN TITOLO ALLE FOTO 5 Anni, 5 Mesi fa Karma: 9  
Del dare un titolo alle foto.


Dai corsisti della presente stagione è giunta una domanda che esprimeva la loro perplessità circa le tante richieste, formulate dai visitatori della loro mostra, a proposito del contenuto delle loro immagini, dell’argomento trattato, dell’idea espressa e, in ogni caso, un riferimento topografico o temporale di quanto si era fotografato.
Insomma occorrevano i titoli oppure no?
Una perplessità legittima (e chissà quante altre sono nel cassetto considerata la vivacità del gruppo) che merita una risposta.

Il titolo o la didascalia che apponiamo sotto (ma anche accanto) le nostre foto consiste in una serie di parole, o in una frase, che intendono chiarire il significato o il contenuto della fotografia esposta.
Tali informazioni generalmente devono essere fornite dall’autore della fotografia, oppure da chi la gestisce, anche in funzione delle aspettative del destinatario.

Fatta questa premessa, occorre aggiungere che la didascalia inevitabilmente instaura un rapporto forte con il testo dell’immagine, un rapporto che non sempre l’autore o il lettore condivide totalmente.
Tale circostanza è nella natura dell’immagine in esposizione: il suo significato raramente è così evidente e lampante, e il suo redattore non sarà mai in grado di prevedere con precisione il livello di osservazione del suo lettore o delle sue conoscenze.
Teoricamente il titolo o la didascalia dovrebbero identificare il referente, il “cosa”, seguendo le famose regole del CHI, COSA, DOVE, QUANDO e PERCHE’”, ma, talvolta, basta molto meno (ad esempio ETNA, estate 2015) o basta supporre una collaborazione del lettore sulla base dell’evidenza o della notorietà di quanto si è fotografato (una festa, e, peraltro, quella di S. Agata a Catania); talvolta il titolo sta nel “come” si è fotografato (ad esempio “panning n. 1).
La generica frase “un’immagine dice più di mille parole” è, alla prova dei fatti, inconsistente e, spesso, ci accorgiamo come un’immagine sia “mutilata” e necessiti di una integrazione di tipo letterario, sonoro, mimico o olfattivo (da qui gli audiovisivi o le installazioni).
Quindi, il titolo - che a mio avviso dovrebbbe esserci sempre- deve essere assegnato per AIUTARE la lettura della foto.
Aiutare la letura, stiamo attenti, non sostituirla.
Una sorta di ancoraggio lasciato dal’autore per guidare il lettore, per non farlo andare per una tangente frutto di fantasia o di un'inutile elucubrazione.
E senza nulla togliere al fascino della foto che nasce sempre dal modo in cui è stata fatta e non dal titolo che sapientemente siamo stati in grado di trovare.
E visto che parliamo di un aiuto, un suggerimento: poche parole, possibilmente espresse in italiano, e SEMPRE utili e necessarie.
 
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Ultima Modifica: 2015/06/22 12:06 Da PipPap.
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