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Discussione: RIFLESSIONI
#10718
agata.lagati (Utente)
nuovo utente
Messaggi: 1
graphgraph
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RIFLESSIONI 3 Settimane, 5 Giorni fa Karma: 0  
Credo sia questa la sezione in cui poter inserire una mia riflessione pubblicata su LinkedIn.
Si tratta di un argomento che, almeno una volta nella vita (forse anche più) abbiamo discusso.

Il titolo è
"𝐋𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐬ì! 𝐦𝐚 𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨???
https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6973244096333131776/

Buona lettura
 
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#10719
PipPap (Utente)
utente platinum
Messaggi: 1098
graphgraph
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Sesso: Maschio Ubicazione: catania Compleanno: 1952-11-11
Re:RIFLESSIONI 3 Settimane, 4 Giorni fa Karma: 9  
Carissima,

ritengo che la tua sincera, onesta, apprezzabilissima riflessione sia stata postata in un ambiente non ancora idoneo per riceverla e, quindi, per degnamente comprenderne i risvolti concreti ed esistenziali (che poi sono la stessa cosa).
Il nostro ambiente amatoriale nasce, infatti, come risposta al bisogno di uno spazio dove confrontare la volontà di esprimere la rappresentazione delle comuni conoscenze, scoperte, esperienze ed agnizioni. Volutamente e, primieramente, questo bisogno è lontano dalla volontà di perseguire o penetrare dentro quell'ambiente professionale verso il quale porgiamo il più profondo rispetto e la più sincera ammirazione.
Quest'atteggiamento amatoriale ci assicura e ci garantisce tanta libertà oltre ad una differente, e qualitativamente diversa, responsabilità ed il dovere di obbedire solo alla nostra coscienza. Anche questo ha un suo prezzo: il nostro è l'avventura dello sguardo.

Tanto premesso e atteso che l'ambiente professionale e quello amatoriale possono apparire contigui, nulla toglie che la tua riflessione entri nel dibattito generale e ponga in giusto rilievo i quesiti da Te formulati.

Muovo dalla mia personale esperienza: tanti soci sono dotati di Partita IVA professionale e vivono dal di dentro le medesime doglianze espresse dalle tue domande; constatano, come te, la diversità dei due mondi laddove rilevano che la professione ha le sue regole ferree, magari contraddittorie, capricciose, ma sempre conseguenziali alle logiche del mercato. I fotoamatori, invece, guardano, rilevano ma non entrano, se non casualmente, nella vicenda professionale. Quando vi entrano è per la vendita occasionale di qualche immagine o per il ritorno economico di qualche iniziativa editoriale (e spesso disturbano il mercato). Anche loro, in queste circostanze, devono accettare le bizzose, talvolta mortificanti, regole del mercato.
Sempre per mia personale esperienza devo riconoscere che, in qualche caso, l'appartenenza ad un gruppo fotoamatoriale è l'occasione per verificare la vocazione al mestiere fotografico, o assicurare un trampolino da dove proporsi per una migliore visibilità, o la circostanza per conoscere gli ambienti e le persone più utili ed idonee (i circoli, per tanto tempo, hanno supplito alla mancanza di scuole e di istituzioni di formazione professionale) . Tutto legittimo, intendiamoci. Ma in tal caso l'appartenenza ad un circolo che abbia una sua storia, un suo stile, ed un suo prestigio è importante. La gestione di questo ulteriore valore però appartiene al professionista e non all'amatore. Dovere del circolo sarà proteggere il suo prestigio e quello del socio, perchè potrebbe risultare una carta in più per il professionista.
Ed inoltre: il circolo fotografico è per sua natura apartitico, interclassista, attraversa generazioni differenti, differenti culture e formazioni: tutta questa diversità dovrebbe, e può, diventare una risorsa per far maturare quelle sensibilità di cui lamenti l'assenza.
Invero in passato abbiamo speso poco tempo in tal senso ma non è detto che non ne spenderemo di più nei giorni futuri. All'attivo, per adesso, mettiamo l'interscambio didattico che abbiamo perseguito in questi anni con i tanti professionisti nostri amici.
Ecco, penso che se il professionista mettesse più passione nel trasmettere il piacere della sua professione troverebbe un'eco di risposte dentro il circolo che si riverbererebbe verso una sua maggiore notorietà.
Confido insomma, come avrai capito, nell'interscambio, nel confronto e nel dialogo. I problemi da Te lamentati sono sociali, politici e solo l'ascolto e l'attenzione doverosa possono chiarirli. Occorre farlo, specialmente noi che, grosso modo, viviamo d'altro.
 
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Ultima Modifica: 2022/09/10 21:05 Da PipPap.
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