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Luca Lascripa: fotografare i cieli notturni (1 in linea) (1) Visitatore
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Discussione: Luca Lascripa: fotografare i cieli notturni
#5711
mary (Admin)
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Luca Lascripa: fotografare i cieli notturni 8 Anni, 6 Mesi fa Karma: 30  
Sono rimasta affascinata quando ho visto queste foto di Luca, fotografare i cieli notturni ´┐Ż una cosa che non ho mai fatto ma che mi piacerebbe provare.....
Sperando di fare cosa gradita e utile a tutti, ho chiesto a Luca di darmi qualche utile suggerimento sulla tecnica usata, sulla attrezzatura usata, e Luca ´┐Ż stato davvero fantastico, lo ringrazio davvero tanto....´┐Ż un esempio di cosa vuol dire essere fotoamatore.....appassionarsi tanto alla fotografia e non lesinare consigli a chi ´┐Ż alle prime armi.....e sappiamo benissimo che non tutti sono disposti a condividere la propria esperienza e i propri" segreti"...quindi grazie Luca.

e a tutti...buona lettura!!!



Chi sono?

Luca Lascripa, sono nato ad Arzignano (VI) il 17/03/1975, lavoro in banca, sono sposato e ho una figlia.

La fotografia mi ha sempre interessato, anche quando non la praticavo compravo molti libri, soprattutto con foto di natura.

A casa mia, fin da bambino le foto le ho sempre volute fare io. Ho acquistato la mia prima reflex analogica relativamente tardi, nel 2004 con l´┐Żobiettivo standard 28-80. Da autodidatta ho imparato ad usarla, riempiendo molti cestini di negativi, e conservo gelosamente qualche ottimo scatto di quei tempi. Poi nel 2006 ho acquistato, sempre usata la Canon 350D con uno zoom 18-200. Grazie ai bassi costi del digitale ho affinato l´┐Żesperienza con migliaia di scatti, ora il rapporto quantit´┐Ż/qualit´┐Ż ha raggiunto un livello che mi soddisfa.

Non ho fatto corsi, leggo molti libri di fotografia, tecnici e non, e navigo in siti tematici. I libri preferiti: L´┐Żocchio del fotografo di Michael Freeman, Un´┐Żautentica bugia di Michele Smargiassi; siti preferiti www.Maxartis.it e http://www.juzaphoto.com/it/index.php

La mia attrezzatura consiste oggi di due corpi macchina Canon 40D, obiettivi Sigma 10-20, Tamron 90 macro, Canon 18-200, Sigma 170-500, Flash Sigma 500DG Super, cavalletto Manfrotto 190xprob, altro cavalletto simile non di marca, testa a sfera tipo Manfrotto 486 testa Manfrotto a cremagliera 410, slitta micrometrica per macro.

Tutto acquistato usato tranne l´┐Żobiettivo Tamron 90 e i cavalletti. Adoro quei pazzi che rincorrono sempre l´┐Żultimo modello e poi lo svendono l´┐Żanno dopo.

Non sono mai stato un maniaco dell´┐Żattrezzatura, la prendo solo quando sono arrivato veramente al limite di quella precedente.

Mi piace la fotografia naturalistica, quindi paesaggi e macrofotografia a fiori e insetti. Sperimento comunque in tutti i generi, vorrei migliorare nel ritratto e nella street. Non mi piace la foto in studio.

Penso che la fotografia sia il mezzo per osservare il mondo con calma, di scoprire le cose importati che normalmente ci sfuggono.

Sono maniaco della composizione, medito a lungo prima di scattare, ecco perch´┐Ż non sono b ravo nei ritratti e nella street. Quantitativamente scatto molto poco e sono molto critico con me stesso. Per i paesaggi, anche quelli notturni, perlustro la zona, ci ritorno pi´┐Ż volte in diverse stagioni e condizioni atmosferiche, voglio sviluppare il massimo potenziale di ogni soggetto.

Fotografo sempre da solo, anche di notte con le stelle, altrimenti non riesco a trovare la ´┐Żrelazione´┐Ż col soggetto.

Potete visitare la mia galleria qui:
http://www.maxartis.it/showgallery.php?cat=500&ppuser=2738











Mary mi ha invitato sul vostro sito per mostrarvi le mie fotografie del cielo. Non sono fotografie astronomiche, intese come tali quelle che riportano corpi celesti quali pianeti, stelle, galassie, nebulose ecc.

Le ritengo pi´┐Ż paesaggi notturni dove il cielo ´┐Ż la parte pi´┐Ż importante.

Mi piace restituire all´┐Żosservatore quello che l´┐Żocchio riesce normalmente a vedere in una bella notte d´┐Żinverno. In questi tempi moderni purtroppo non tutti possono vedere normalmente le stelle e la via lattea.

Nelle composizioni curo l´┐Żabbinamento degli oggetti terreni con la volta stellata, la parte dell´┐Żinquadratura dedicata al cielo ´┐Ż ovviamente quella maggiore e per il terreno mi piace selezionare elementi semplici, ben riconoscibili, elementi che non appesantiscano la leggerezza delle stelle.





























Tecnicamente sono fotografie molto semplici, ´┐Ż pi´┐Ż importante forse la volont´┐Ż di didicarsi a questo tipo di fotografia.

Cosa serve?

Una fotocamera possibilmente reflex e un obiettivo grandangolo, focale utile per catturare una porzione maggiore di cielo, un solido cavalletto.

occorre trovare possibilmente un luogo privo di inquinamento luminoso e se si scatta d'inverno e in altitudine (situazione migliore per l'aria pi´┐Ż secca e tersa) un abbigliamento adeguato, meglio se molto adeguato.

Non mi ricordo dove ma ho letto che l´┐Żocchio umano, adattato al buio e nel vuoto o con aria molto rarefatta, riesce a percepire la luce di una lampadina di 100 watt a 1000 km di distanza.

In confronto, figuriamoci quanto ´┐Ż facile vedere le stelle. Il sensore delle moderne fotocamere, ma anche la tradizionale pellicola, invece hanno molta difficolt´┐Ż ad acquisire le stelle, sono centinaia di volte meno sensibili dell´┐Żocchio umano. Intuirete che il sistema per ovviare a questo ´┐Ż l´┐Żallungamento del tempo di posa e l´┐Żaumento della sensibilit´┐Ż del sensore/pellicola.

Ecco il primo limite, il tempo di posa. Tutti sanno che la terra ruota attorno al proprio asse, per questo vediamo il moto relativo delle stelle che apparentemente sembrano giraci intorno, come anche il sole. Il tempo di posa per avere un cielo stellato ´┐Żfermo´┐Ż non dovrebbe superare i 30 secondi, ´┐Ż un tempo gi´┐Ż lungo ma con il grandangolo che rimpicciolisce gli oggetti lontani, le stelle appaiono ancora puntiformi.

E´┐Ż utile avere una lente luminosa, quelle grandangolari generalmente lo sono.

Si pu´┐Ż aumentare la sensibilit´┐Ż del sensore pagando dazio sulla qualit´┐Ż dell´┐Żimmagine a causa dell´┐Żaumento del rumore, ´┐Ż quindi preferibile (potendo) utilizzare delle lenti molto pi´┐Ż luminose.

Il mio Sigma 10-20 a 10 mm apre massimo a f/4 e la mia Canon EOS 40D supporta (in verit´┐Ż malsopporta) max iso 3200. Questi sono i miei limiti.

Un normale cielo stellato in condizioni di aria tersa e assenza di luna e luci artificiali, ´┐Ż possibile riprenderlo con una focale di 10 mm e un diaframma a f/5.6 per 30´┐Ż´┐Ż a 1600 iso, preferisco non utilizzare la massima apertura (f/4) perch´┐Ż rende l´┐Żimmagine un po´┐Ż morbida, e ovviamente alzo la sensibilit´┐Ż ISO il meno possibile. Non sono parametri fissi, possono essere un settaggio di partenza, ogni cielo ´┐Ż riverso, occorre provare e calibrare le impostazioni.

Per esempio per acquisire l´┐Żalone chiaro della via lattea, nelle foto dell´┐Żalberello con il tronco lungo e la neve, e in quella del rudere, ho impostato f/4 30´┐Ż´┐Ż e iso 3200.













Occorre ovviamente un cavalletto, e l´┐Żautoscatto o telecomando.

Il bilanciamento del bianco che d´┐Ż il risultato pi´┐Ż realistico ´┐Ż con temperatura colore a 3500 gradi kelvin vicina alla preimpostazione ´┐Żluce tungsteno´┐Ż, consiglio comunque di scattare in Raw che ´┐Ż migliore anche per qualit´┐Ż e consente in post la variazione del bilanciamento del bianco.



Dopo l´┐Żesposizione parliamo di messa a fuoco:

Come intuirete la focheggiatura con il buio totale non va d´┐Żaccordo. Faccio riferimento alla mia lente con focale minima di 10 mm. Lasciate perdere l´┐Żautofocus e procedete manualmente.
Le stelle sono da privilegiare nella messa a fuoco, ma scoprirete che con una focale di 10 mm o vicina, attraverso il mirino non le vedrete.
La cosa si complica un po´┐Ż se dovete comporre la scena, come piace a me, abbinando il cielo stellato a degli oggetti o forme terreni che sono generalmente vicini.
In teoria basterebbe conoscere la distanza iperfocale della propria lente a 10 mm e ad un´┐Żapertura elevata, per calibrare la profondit´┐Ż di campo sui soggetti terreni e l´┐Żinfinito del cielo stellato.
Io sono molto pi´┐Ż pratico, inquadro una stella luminosa, Sirio va benissimo, con il live view al massimo ingrandimento (10x) metto a fuoco manualmente la stella. Chi non avesse il live view pu´┐Ż mettere a fuoco manualmente su infinito. Non si tratta solo di posizionare la ghiera della messa a fuoco sul simbolo infinito (l'otto orizzontale) in quanto alcuni obiettivi hanno un certo lasco e la ghiera procede anche oltre il simbolo, (paradossalmente oltre all´┐Żinfinito), questo per contenere possibili dilatazioni termiche dei meccanismi interni. Nei giorni freddi, quando il cielo stellato ´┐Ż migliore, e con una lunga permanenza all´┐Żesterno, ´┐Ż possibile che il fuoco all´┐Żinfinito sia qualche mm prima o oltre la tacca col simbolo sulla ghiera. L´┐Żunica ´┐Ż fare qualche scatto e controllare sul display.

La focale di 10 mm consente una buona profondit´┐Ż ci campo mentre il diaframma molto aperto la limita.
Vi consiglio di fare delle prove con il vostro obiettivo alla luce del giorno, mettete manualmente a fuoco su infinito con diaframma molto aperto e scattate a degli oggetti ravvicinati per vedere fin dove si estende la pdc (dall´┐Żinfinito verso di voi) cos´┐Ż saprete a che distanza minima da voi devono essere gli oggetti ´┐Żterreni´┐Ż.
Un appunto sul Display´┐Ż Con il buio pesto occorre che l´┐Żocchio si adatti, all´┐Żinizio ´┐Ż difficile anche comporre attraverso il mirino ma dopo qualche minuto di assenza di luce si riescono a percepire sufficienti contrasti. Ho gi´┐Ż accennato prima all´┐Żeccezionale sensibilit´┐Ż dell´┐Żocchio umano una volta adattato al buio. Ogni fonte di luce danneggia l´┐Żadattamento e occorrono alcuni secondi per riacquisirlo. Sono fastidiosi anche i dati di esposizione che compaiono all´┐Żinterno del mirino figuriamoci il luminoso display. Consiglio di abbassare la sua luminosit´┐Ż al minimo. Ho adottato un piccolo trucco: guardo il display con il solo occhio sinistro, mentre tengo chiuso il destro con cui usualmente guardo nel mirino, cos´┐Ż lo tengo indenne da luci fastidiose.
Un´┐Żultima cosa sempre relativamente alle luci fastidiose, per non inciampare e magari rovinare l´┐Żattrezzatura ´┐Ż preferibile usare una piccola torcia opportunamente schermata di rosso, con un vetrino, pezzo di plastica o carta rossi.

La post-produzione dell´┐Żimmagine si limita alla sistemazione della luminosit´┐Ż e contrasto, il contrasto esalta le stelle scurendo il cielo, aggiungendo per´┐Ż rumore a quello gi´┐Ż presente per gli elevati ISO e la lunga posa. Si pu´┐Ż applicare una riduzione rumore con moderazione in quanto con il rumore se ne vanno anche miliardi di stelle.


I soggetti terreni possono essere ripresi in silhouette contro il cielo oppure illuminati durante l´┐Żesposizione con una torcia con il metodo del light painting, oppure con dei colpi di flash utilizzandone uno separato.

Potere vedere questa tecnica in alcune immagini che ho scattato con la neve, quella con la croce e nelle due con il grande albero, quello innevato illuminato con una torcia a led (luce fredda) e quello illuminato dal basso con luce calda.

La durata della luce ´┐Żaggiuntiva´┐Ż deve tenere conto della sua potenza e della distanza, fate delle prove. Illuminate il soggetto possibilmente di lato non facendo passare il fascio luminoso davanti alla fotocamera, annebbiereste le stelle. Se usate una torcia muovetela con regolarit´┐Ż.





















Un altro tipo di foto notturna che mi piace ´┐Ż quella che riprende il movimento apparente delle stelle, in inglese startrail.















Chi viene dalla pellicola avr´┐Ż provato con delle lunghissime esposizioni con risultato tutt´┐Żaltro che prevedibile e spesso non buono.

Il digitale ci viene in aiuto consentendoci di riprendere il movimento delle stelle a piccole riprese, un pezzettino alla volta.

Si tratta di misurare i parametri di esposizione come detto sopra per il singolo scatto, con tempo di 30 secondi. Successivamente effettuare numerosi scatti, almeno un´┐Żora per un buon startrail. Se fa freddo, portatevi l´┐Żabbigliamento adeguato e delle bevande calde, e molta pazienza.

Per lo scatto multiplo si pu´┐Ż utilizzare un telecomando che lo preveda oppure molto artigianalmente impostare lo scatto multiplo e con un piccolo spessore (una pallina di carta) sul pulsante di scatto, per poi fissarlo premuto con del nastro adesivo.

Importanti sono le batterie che devono essere cariche al massimo. La bassa temperatura invernale pu´┐Ż causare l´┐Żesaurimento delle batterie molto presto, sempre molto artigianalmente in quei casi dopo aver fatto partire gli scatti multipli avvolgo la fotocamera con un paio di sciarpe lasciando ovviamente libera solo la lente.

Con gli scatti multipli il vantaggio principale ´┐Ż la prevedibilit´┐Ż del risultato, esponendo correttamente il primo scatto, tutti gli altri saranno uguali e l´┐Żesposizione complessiva corretta. Attenzione a non iniziare lo startrail troppo presto, potreste esporre all´┐Żinizio con un cielo non scurissimo e poi trovarvi gli ultimi scatti un paio d´┐Żore dopo sottoesposti. Meglio che il sole sia tramontato da almeno 2-3 ore, se scattate verso ovest almeno 4-5.

L´┐Żunione degli scatti pu´┐Ż avvenire con dei programmi appositi, il pi´┐Ż famoso ´┐Ż ´┐ŻStartrail´┐Ż. In 5 minuti monta 2 ore di scatti. Il programma consiglia di scattare un paio di ´┐Żdark frames´┐Ż ossia scatti di uguale durata di quelli dello startrail, per´┐Ż con il tappo sull´┐Żobiettivo. I diodi del sensore infatti con i tempi lunghi di posa possono provocare del rumore cromatico da riscaldamento. Con il dark-frame gli eventuali pixel colorati sappiamo sono stati causati dal rumore elettronico, Startrail semplicemente li neutralizza sottraendo il cromatismo del dark frame agli altri scatti.

Un metodo pi´┐Ż raffinato ma pi´┐Ż lungo mediante Photoshop consiste nell´┐Żutilizzare i livelli sovrapponendo tutte le immagini in successione e utilizzando il metodo di fusione "shiarisci" che sovrappone all'immagine sottostante solo i pixel pi´┐Ż chiari, quindi solo le stelle che avanzano. Inoltre con Photoshop si pu´┐Ż partire dai files Raw correggibili simultaneamente come esposizione e bilanciamento del bianco. Il risultato ´┐Ż di gran lunga migliore, i difetti sono il tempo necessario (tanto) e la ram del computer (tanta).

Con gli scatti multipli ´┐Ż possibile riprendere anche qualche meteora che passasse durante gli scatti in quanto viene impressa solo su un singolo scatto e riportata come ´┐Żelemento luminoso´┐Ż nella sommatoria finale.

Se passa un aereo ne viene riportata traccia su molti fotogrammi e nel montaggio di avr´┐Ż una riga composta da molti puntini, peraltro facilmente clonabile.

Anche le nuvole sono un problema in quanto spostandosi vengono duplicate nei vari scatti creando un effetto scaletta, la foto degli alberelli in fila sulla neve ne ´┐Ż un esempio.

Con lo scatto unico non ci sarebbe il problema degli aerei e delle nuvole che passano troppo velocemente per lasciare traccia, al massimo un alone. Con lo scatto unico si perdono per´┐Ż anche le meteore.







Come composizione vale quello che ho detto per gli scatti alle stelle fisse, con l´┐Żaccortezza di illuminare eventualmente i soggetti terreni all´┐Żinizio o alla fine dello startrail, cos´┐Ż da togliere in caso di cattivo risultato dell´┐Żilluminazione solo un´┐Żestremit´┐Ż delle scie delle stelle e non creare un´┐Żinterruzione in mezzo.

Per ottenere i cerchi concentrici componete orientandovi verso nord con la stella polare nell´┐Żinquadratura. Se puntate a sud non otterrete il centro del cerchio in quanto il polo sud alle nostre latitudini cade sotto l´┐Żorizzonte, avrete degli archi concentrici. Puntando verso est e ovest avrete la foto con delle linee rette al centro e delle altre linee sempre pi´┐Ż curve verso destra e sinistra, quindi verso i due poli nord e sud.

Il grandangolo a sua volta distorge le linee pi´┐Ż esse sono vicine ai bordi del fotogramma.







 
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Ultima Modifica: 2011/05/17 19:03 Da mary.
 
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