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Re:RIFLESSIONI SUI RIFLESSI (1 viewing) (1) Guest
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TOPIC: Re:RIFLESSIONI SUI RIFLESSI
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René Burri (1933)

Fotografo svizzero, amante della pittura e del cinema proveniente dalla Scuola d'Arte di Zurigo dove studia (guarda caso) composizione, pittura e disegno.

Non trovando spazio ed occasioni nel Cinema svizzero dell’epoca (ancora una volta si parla di occasioni e talento, occasioni incontrate, riconosciute e sfruttate da chi ha talento), si concentra nella fotografia, che risulta praticabile indipendentemente dalle grandi macchine organizzative del mondo cinematografico.

"I never thought I would become a photographer”. Lui stesso ammette e scrive sul suo profilo Magnum.

Nel 1955 il suo amico Werner Bischof (altro amico importante, altra grande occasione) lo presenta in dove presenta un suo lavoro di reportage sulla vita di alcuni bambini sordomuti. Il reportage, venne pubblicato su Life e non solo.
Nel 1959 diventò membro Magnum. In Magnum Photos inizia la sua produzione di reportage per il mondo.

I suoi reportage più famosi sono il suo lavoro sulla Germania quello su Picasso, su Giacometti, su Le Corbusier, il ritratto di Fidel Castro e di Che Guevara, tutto nella prima metà degli anni sessanta. A seguire e fino agli anni settanta lavorò in Cina, Egitto, Israele, Vietnam, Corea, Cuba, Stati Uniti e Beirut.

Un grande fotoreporter, anche grazie alla particolarità del suo sguardo: nonostante sia stato a contatto con la violenza della guerra, ha sempre scelto di evitare le immagini crude e tragiche e tenta di suggerire con il suo lavoro l’esistenza possibile di una via di uscita di un mondo più umano.
A differenza di Henri Cartier-Bresson ed al suo concetto di “istante decisivo”, Burri ha una visione del mondo in cui l’evento si decompone in una successione di istanti. L’opera di Burri si costruisce pezzo dopo pezzo, ed è essa stessa la fotografia della positività della “costruzione”. Gli interessa la creazione delle cose, la nascita delle idee, lo scacco alle utopie. Questo è ciò che lo ha sempre appassionato molto più della distruzione, del caos, dell’inferno. Sarà un caso il suo lavoro su Picasso, su Le Corbusier, su Giacometti, etc.

Quanto l’idea di Burri ha influenzato il lavoro eseguito e quanto i personaggi incontrati e le sue amicizie dentro e fuori il lavoro hanno influenzato il suo lavoro? Burri è il fotografo delle visioni, delle idee vissute, tra cui figurano le rivoluzioni, i cambiamenti, le trasformazioni (Fidel Castro e Che Guevara). Anche per questo si spiega il suo intuito ed interesse per la Cina che, a metà del XX secolo, si lancia alla ricerca di nuove idee per superare la fame, l’analfabetismo e il boom del tasso di natalità.

Nel 1982 diventa presidente della Magnum Photos. Nominato Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere dallo Stato Francese nel 1991, oltre ad altri innumerevoli premi di grande prestigio.
 
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Last Edit: 2013/08/26 15:08 By alb.o.
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...Immagini di Renè Burri



 
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Last Edit: 2013/08/26 15:09 By alb.o.
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Il brutto Anatroccolo di H. C. Andersen
(…)
Un salice maestoso bagnava i suoi rami nell'acqua di uno stagno dove tre cigni facevano evoluzioni graziose. Conosceva bene quei meravigliosi uccelli! L'anatroccolo si lanciò disperato verso di loro gridando:
“Ammazzatemi, non sono degno di voi”!
Improvvisamente si accorse del suo riflesso sull'acqua: che sorpresa! Che felicità! Non osava crederci: non era più un anatroccolo grigio… era diventato un cigno: come loro!! I tre cigni si avvicinarono e lo accarezzarono con il becco dandogli così il benvenuto, mentre alcuni ragazzi attorno allo stagno declamavano a gran voce la sua bellezza e la sua eleganza. Mise la testa sotto le ali, quasi vergognoso di tanti complimenti e tana fortuna: lui che era stato per tanto tempo un brutto anatroccolo era finalmente felice e ammirato.

Biancaneve e i sette nani di Walt Disnety
(…)
Regina: Mago dello specchio magico, sorgi dallo spazio profondo, tra vento e oscurità io ti chiamo. Parla! Mostrami il tuo volto!
Specchio: Che vuoi conoscere mia Regina?
Regina: Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?
Specchio: Bella, tu sei bella oh mia Regina, ma attenta: al mondo una fanciulla c'è, vestita sol di stracci, poverina, ma ahimè, assai più bella è di te!
Regina: Guai a lei! Dimmi il suo nome!
Specchio: Ha la bocca di rose, e ha d'ebano i capelli, come neve è bianca.
Regina: Biancaneve!
(…)
Regina: Conducila lontano nel bosco. Trova un posto dove non passi nessuno, dove possa cogliere fiori selvatici.
Cacciatore: Sì, Maestà.
Regina: E là, mio cacciatore e fedele amico, tu la ucciderai!
Cacciatore: Ma, Maestà, la principessa...
Regina: Taci! Tu lo sai cosa t'aspetta se non mi obbedisci!
Cacciatore: Sì, Maestà.
(…)
Regina: Mago dello specchio magico, sorgi dai profondi abissi, ti chiamo, e dalle fiamme, tu appari! E dimmi la verità!
Specchio: Che vuoi conoscere mia Regina?
Regina: Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?
Specchio: Bella, tu sei bella, mia Regina, ma oggi, un'altra bellezza c'è; sotto ai suoi stracci pur s'indovina che, ahimè, ella è più bella di te.
Regina: Ahimè per lei! Dimmi il suo nome!
Specchio: Boccuccia di rose, e d'ebano i capelli, come neve è bianca.
Regina: Biancaneve!
(…)
 
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#8020
PipPap (User)
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No, no. Con le fiabe, vi prego, no.

Si dice di esse che non sono vere ed invece ....
E poi, spesso, sono inquiete; ci si può anche perdere. Si esce dal Paradiso e si finisce nell'Inferno. Sembrano parlare ai piccoli ed invece sono il regno delle paure e delle inquietudini dei grandi, che non vogliono vedere che, assai spesso, sono rimasti piccini.

Meglio i "miti": nel bene e e nel male questa è roba seria nella quale si può incontrare il riflesso di una qualche buona riflessione (ricordiamoci di Cesare Pavese e dei suo "I dialoghi con Leucò".

Ancor meglio, lasciatemelo dire, provare con la musica: il suono infatti è materia e quindi si riflette, e quando lo si organizza, pardon lo si progetta, per una sua udibile riflessione, parla, e parla benissimo.
Se non siamo contenti del risultato sonoro delle Variazioni Goldbergh del buon Bach (che riflessione!) possiamo rivolgerci a Debussy ed ai suoi "Reflets dans l'eau", guarda caso dalla raccolta "Image".

Ma con le fiabe, no. Là i riflessi sono infidi, ambigui, non sinceri e spingono a tristi pensieri: siam sicuri che il brutto anatroccolo sia stato contento di sapere di essere stato sempre un cigno, oppure provava solo soddisfazione dell'invidia altrui?
E poi, la regina matrigna, bella quanto cattiva (grande Tina Lattanzi): si fidava dei riflessi che le porgevano i suoi stessi cattivi pensieri come una che voleva essere regolarmente imbrogliata. Cattiva prima ancora di affacciarsi allo specchio delle sue brame.

Decisamente meglio Debussy: provate ad ascoltare che cosa sa riflettere Arturo Benedetti Michelangeli col suo pianoforte: a me ogni volta vibra ....tutto.

Ed allora? un riflesso fotografico come sana composizione.
 
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Last Edit: 2013/07/03 11:28 By PipPap.
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Re:RIFLESSIONI SUI RIFLESSI 6 Years, 6 Months ago Karma: 2  
Grazie Pippo... che belle riflessioni!
...che belle ispirazioni! Tutto porta ispirazione. Di tutto e per tutti...
Ricerco ciò che mi hanno insegnato a chiamare i "patrones"! Non necessariamente fotografi o architetti (nel mio caso), ma anche musicisti, pittori, cantastorie... ed ancora letteratura, musica, pittura... fiabe, leggende, miti, film... insomma tutto può essere motivo di ispirazione...
Più si approfondisce, più ci si immerge in un tema, in un concetto, in un idea... e più le idee si moltiplicano!

Pittura? ...e perchè no?

In questa fase credo che non sia rilevante nulla di più che la semplice riflessione, la conoscenza, tutto ciò che costituisca l'humus per la produzione di idee... Ed allora che ben venga di tutto... Il tema è il riflesso? Ed allora cerchiamolo ovunque... Che ben venga anche il riflesso dello "Stargate"!

Introduciamo allora anche un pò di pittura, non occorre essere esperti d'arte, professori od appassionati, basta semplicemente essere curiosi e voler conoscere... Non occorre dover diventare esperti e non occorre ricordare dopo aver scovato qualcosa di interessante, non occorre ripetere la lezione, o dover andar a fare un esame... Basta lasciarsi trasportare dalle sensazioni e raccogliere il frutto di questo lavoro sotto forma di ispirazione, di motivo in più su cui discutere, su cui ragionare e costruire ulteriori ipotesi e temi di approfondimento... Fino a dove? Fino a che punto? ...ad ognuno il suo... CERTAMENTE finchè se ne avrà voglia!

Ed allora torniamo alla pittura? ... e poi magari ritorniamo alla fotografia od alla prosa?

Ricordo e posto questo dipinto di Salvador D'Alì... I cigni che riflessi diventano elefanti?



Vero, falso, bello o brutto, a tema oppure no... E' rilevante?

E che dire dell'assenza totale di riflesso di Hopper? Apre certamente altri temi, altre considerazioni... Non è forse questo quello che cerchiamo?
Non è uno dei tanti modi per "riflettere" ed arrichirsi...
 
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Last Edit: 2013/08/26 15:18 By alb.o.
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A proposito di Cigni ed Anatroccoli...



Sibylle Bergemann (1941– 2010)

Fotografa tedesca. Reporter raffinata, ha lavorato moltissimo a Berlino nella parte est al tempo del Comunismo.

Nel 1990 fonda la "Ostkreuz photographers agency" insieme a Ute Mahler e Harald Hauswald.
All'inizio degli anni '60 inizia i suoi studi nel Weissensee district di Berlino con il fotografo Arno Fischer, suo futuro marito a partire dal 1985.
Nei primi anni '70, le sue fotografie iniziano ad apparire su riviste di moda ("Sibylle"). I suoi lavori si caratterizzano molto presto attraverso uno stile personale. I suoi personaggi non hanno un carattere analitico, o specifico legato alla moda, quanto descrittivo e strettamente legato alla gente comune, legata alla propria realtà!

Oltre a lavorare in Germania, dove sono stati sicuramente prodotti i lavori che l'hanno portata alla ribalta, Sybille Bergemann ha lavorato a New York, T0kyo, Parigi e San Paolo; fino in Africa e Asia (in questi ultimi due continenti sotto commissione della rivista Geo).

"I'm interested in the edges of the world, not the centre."


 
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Last Edit: 2013/08/26 15:21 By alb.o.
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